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"Salva un bambino" compie cinque anni Stampa E-mail

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CONVIVIALE DEL 30 NOVEMBRE 2011

La relazione del responsabile del progetto Alfredo Caminiti

Nell'immagine: Alfredo Caminiti con Camillo Vittani e il rappresentante della Mellin.



 

Prima di Caminiti, e presentata da Dotti, prende brevemente la parola l’arch. Nicoletta Sanguinetti che ci illustra l’attività dell’Associazione “Costruire” di cui è Presidente. Fondata nell’agosto di quest’anno da un gruppo di genitori, si occupa dei disturbi generalizzati dello sviluppo di bambini e ragazzi e sindromi correlate. Un impegno che viene portato avanti in collaborazione con enti pubblici e privati. Per esempio con il Tennis Como del nostro Giulio Pini, sempre silenziosamente generoso. L’associazione colma un vuoto nel settore in Como e in Lombardia. Sostegno alle famiglie, sensibilizzazione sulle necessità, impegno per creare fondi per interventi riabilitativi, corsi di formazione per operatori socio-sanitari.

Onlus C.F. 95107880130, recapito Viale Varese 73 tel. 0313100817.

Il 15 dicembre è prevista una cena per raccogliere donazioni. L’arch. Sanguinetti ci ha rivolto l’invito.

Con il valido aiuto del Franco Brenna, che ricorda le origini del progetto e manovra le immagini, Caminiti chiaramente ci illustra il service “Salva un bambino” che – ricordiamolo – porta avanti da oltre cinque anni con la sponsorizzazione della società Mellin da lui trovata e coltivata, per il maggior lustro del nostro club.

 

Forse nessun’altra emergenza crea tanta ansia quanto quella di affrontare un bambino in condizioni critiche: intervenire nella fase iniziale per rianimare e stabilizzare il piccolo paziente, e magari in condizioni di difficoltà ambientali, e comunque in un contesto nel quale è difficile organizzare le idee e coordinare gli sforzi, non è cosa facile nemmeno per gli stessi operatori sanitari.

Il bambino infatti è diverso, rispetto all’adulto, non soltanto per le dimensioni ma anche per l’anatomia, la fisiologia la fisiopatologia, inoltre in età pediatrica si assiste alla rapidità dell’evoluzione dei quadri clinici, sia come aggravamento che come miglioramento in risposta ad un trattamento corretto. Per questo è indispensabile intervenire rapidamente con il PBLSD (Paediatric Basic Life Support Defibrillation) e contemporaneamente allertare il 118: il fattore tempo, in regime di pronto soccorso, è infatti essenziale e lo è ancora di più con i bambini, in quanto un intervento efficace consente di bloccare l’evoluzione patologica (ipossiemia, acidosi) con possibilità di completo recupero ed assenza di danni cerebrali permanenti.

Il PBLS pediatrico sostiene le funzioni vitali nei casi in cui il bambino ha perso conoscenza, è in arresto respiratorio, è in arresto cardiaco, ha un’ostruzione acuta delle vie aeree. L’obiettivo è la prevenzione del danno cerebrale causato da mancanza di ossigeno ed ottenuto attraverso la ripresa della respirazione e della circolazione in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati.

Diverse sono le modalità di intervento a seconda che ci si trovi di fronte ad un lattante (al di sotto di un’anno di età) o ad un bambino (da un anno fino all’adolescenza).

Dopo aver eventualmente allontanato il paziente da una situazione di pericolo grave, si accerta lo stato di coscienza e di reattività parlando ad alta voce ed intervenendo con stimoli dolorosi (pizzicotto), evitando sempre movimenti bruschi o scuotimenti. Se la vittima non risponde, chiedere aiuto alle persone circostanti per allertare immediatamente il 118.

Le tecniche rianimatorie si effettuano con il piccolo paziente in posizione supina su una superficie rigida e la sequenza iniziale dell’intervento consiste nell’ABCD:

A
(airway) vie aeree: valutazione della loro apertura e pervietà ;

B
(breathing) respirazione: valutazione GAS cioè guardo, ascolto , sento) ed in caso di arresto respiratorio ventilazione;

C
(circulation) circolazione: ricerca di una pulsazione arteriosa ed eventuale massaggio cardiaco

D
defribillation: uso del defibrillatore.

Un problema frequente, in età pediatrica, è quello del’ostruzione, parziale o completa, delle vie aeree causata da un corpo estraneo (parte di un giocattolo o materiale alimentare).

Il primo trattamento consiste nell’incoraggiare il bambino a tossire finchè la tosse rimane efficiente; si attuano tentativi di disostruzione solo nel paziente con difficoltà respiratoria grave e persistente con alterazione o perdita di coscienza.

La sequenza dell’intervento, sia per il bambino che per il lattante, inizia con il tentativo di disostruzione con 5 pacche dorsali nella regione interscapolare (tosse artificiale); il paziente va tenuto con la testa declive (sull’avambraccio del soccorritore per il lattante e sulla coscia per il bambino). Si eseguono poi 5 compressioni toraciche nella stessa posizione e con la stessa tecnica utilizzata per il massaggio cardiaco. Le compressioni tuttavia devono essere più brusche e vigorose ed applicate con frequenza più bassa. Si ispeziona quindi la cavità orale, per rimuovere il corpo estraneo dove fosse affiorante, posizionando poi il bambino in posizione supina per ripristinare la pervietà delle vie aeree e controllare il respiro. In assenza di respirazione spontanea o in presenza di ostruzione respiratoria che permane si inizia la ventilazione artificiale, che può richiedere un notevole sforzo per superare l’ostruzione. La ripetizione delle procedure si differenzia poi per il paziente al di sotto o al di sopra dell’anno di vita

 

Alfredo Caminiti

 
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