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Il limguaggio della politica Stampa E-mail

CONVIVIALE DEL 19 MAGGIO 2010

L'onorevole Jean-Leonard Touadi ripercorre la storia per trovare il senso dello Stato

Del tutto sorprendente, per profondità e leggerezza, intensità e disincanto, la relazione del dottor Jean Leonard Touadì.
Mandio Akuma ha avuto forse il torto, nel propormelo, di estendermi la sua signorile modestia, limitandosi a presentarlo come "relatore interessante".
Ma è stato molto molto di più, riscuotendo unanime apprezzamento.
Il dottor Touadì - incredibili dictu - è un onorevole (deputato del PD).
Ma, ascoltandolo, a nessuno verrebbe mai in mente che si tratti di un politico, né tantomeno di un parlamentare.
Lo distinguono l'elevato censo culturale (la sua prima laurea è in filosofia), il distacco, la profondità delle argomentazioni e una obiettività della quale siamo disposti ad accreditare solo chi provenga da un altro pianeta.
Dico subito che, atteso il tempo trascorso e l'aver confidato che altri provvedesse a riassumerne l'intervento, non sono in grado di riproporne le argomentazioni.
Ne riporto il senso, ma come di un giardino, del quale si ricordi soltanto la fragranza.
Certamente più d'uno "dovrà dir sospirando: io non c'era".
Ci ha parlato del linguaggio del politico vero, intendendo come tale chi ha senso dello Stato e passione nazionale; degli esempi e delle istruzioni per l'uso, tuttora valide, forniteci da Platone.
Ha ripercorso l'intera storia, da Temistocle ai giorni nostri, toccando i più illustri personaggi, con osservazioni profonde ed originali.
Sconcertandoci, addirittura, allorchè ha elogiato - lui un nero dell'Africa nera - persino Benito Mussolini, almeno per l'aspetto della sua straordinaria capacità di catalizzare l'entusiasmo e le speranze dell'intera nazione, peraltro proiettandola verso obiettivi deprecabili.
Ho osservato come più nessuno è capace di parlare al cuore, alla speranza, gratificante ed unificante, del possibile conseguimento di un mondo migliore, in un afflato che, già di per sé, significa rappacificazione sociale.
Mancanza certamente deprecabile, anche perché sostituita dallo strepitoso sgomitare che ognuno fa, criminalizzando l'altro, per il perseguimento dei propri più o meno minuscoli obiettivi.

                                                       Marcello Campisani

 
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