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I luoghi dello sguardo Stampa E-mail

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CONVIVIALE DELL'11 MAGGIO 2011  
Con Cesare Baj in volo sopra i laghi prealpini tra 800 e 900

Nell'immagine: Roberto Dotti e Cesare Baj


Si va in volo sul nostro territorio per un tragitto nel tempo e nello spazio. Cesare Baj ci mostra il bel documentario realizzato per l'Associazione "Chiave di Volta", che sviluppa dapprima il tema del viaggio per poi entrare nei particolari paesaggistici dei luoghi.
Il turismo nasce nell'ottocento, dapprima come mero spostamento di piacere di pochi privilegiati e poi come vero e proprio stile di vita adottato su più vasta scala, con una valenza quindi anche economica.
Paesaggio e ambiente sono il patrimonio dei luoghi, cui si aggiungono tutti gli interventi di pregio e le antropizzazioni  che si sono stratificate nel corso dei secoli. Un'osservazione privilegiata si ha dall'alto: i "belvedere" da sempre rappresentano "luoghi dello sguardo", consentendo una visione panoramica di ampi spazi di territorio. Il volo costituisce  la sublimazione dell'esplorazione dall'alto: attraverso le immagini sorvoliamo i Laghi svizzeri, il Mottarone e il Generoso, San Salvatore sopra Lugano e Brè, Brunate e il Lario, il Lago Maggiore con le Isole Borromee. Molti di questi luoghi sono raggiungibili con funicolari, funivie e trenini a cremagliera, alcuni ormai dismessi, altri rimasti nei sogni di chi li ha ideati, come la funicolare Como-Monte Croce di Franco Brenna.  
Dal 900' si comincia a spostarsi in aereo e l'idrovolante rappresenta sicuramente il mezzo di minor impatto ambientale, non avendo bisogno di piste sulla terra. Il Lario diventa sede di eventi importanti, anche perché a Como nasce la prima scuola di volo sull'acqua; con le manifestazioni voltiane del 1927 si assiste all'introduzione dell'uso turistico dell'idrovolante. La velocità attrae anche il mondo artistico, che ritrae paesaggi altrettanto affascinanti nelle opere dei futuristi  e nell'aeropittura.
Si hanno poi punti d'osservazione infinitamente più elevati dai veicoli spaziali e poi ancora dai satelliti, che consentono visioni globali che possono scendere ad esaminare il particolare.
L'osservazione dall'alto permette di fare considerazioni sull'incompatibilità ambientale o la bruttezza di certi interventi (che per "decenza" Cesare non ha filmato), di constatare lo stato di conservazione dei monumenti ma anche di apprezzare le splendide realizzazioni che si inseriscono perfettamente nel territorio circostante: le ville sul lago con i loro incantevoli giardini,  le Chiese e gli antichi palazzi, i nuclei abitati da secoli che conservano inalterato  il loro fascino, l'architettura militare e gli edifici razionalisti. E le immagini prese in volo sono altrettanto affascinanti con il tempo non buono: le ali del piccolo aereo sfiorano le nuvole e si tuffano nella rarefazione di un'atmosfera più inquietante, con squarci  che lasciano però intravedere il paesaggio sottostante o le cime dei monti.
L'aereo quindi come strumento di "viaggio" ma anche di conoscenza e di consapevolezza, per poter testimoniare quanto l'uomo possa valorizzare o violentare il territorio.
Davvero bravo Cesare, che ci ha fatto "volare" con lui coniugando splendide immagini ad un commento interessante e molto gradevole.
Angela Corengia
 
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