Home arrow Il Rotary Club Como Baradello arrow Services arrow IL SERVICE 2010-2011 IN ISRAELE E PALESTINA
IL SERVICE 2010-2011 IN ISRAELE E PALESTINA Stampa E-mail

Il nostro progetto e i principi rotariani
Il Progetto del nostro Club si inquadra e aderisce:
- al motto del Rotary International: Servire al di sopra di ogni interesse personale
- all'azione internazionale, che è una delle quattro vie d'azione indicate dal Rotary International e che prevede come ogni Club debba promuovere progetti umanitari in tutto il mondo per favorire la comprensione e la pace tra i popoli
- al tema posto, per l'anno rotariano 2010-2011, dal Presidente Rotary International, Ray Klinginsmith: Impegniamoci nelle comunità, Uniamo i continenti.
Il progetto è stato realizzato in aprile 2011: siamo stati in Israele e in Palestina, abbiamo portato - materialmente - gli ausili per i bambini ed i ragazzi ospiti dell'Holy Family di Nazareth e, a Betania, il contributo per i bambini palestinesi Jahalin.
E' con legittimo orgoglio che, al momento del nostro rientro da Israele e dalla Palestina, al 31 aprile 2011, abbiamo cambiato - nelle brevi note che seguono - il tempo dei verbi: dal futuro, che era contenuto nel nostro progetto originario, al passato, per manifestare la realizzazione del nostro progetto.
Il Rotary Club Baradello e l'azione internazionale
Già nel 1995 (Presidente Augusto Panini) il nostro Club ha realizzato un primo progetto in Africa, e in Africa ci siamo tornati due anni fa, in Ghana (Presidente Giovanni Agterberg).
Quest'anno siamo stati in Israele e in Palestina: abbiamo portato il nostro aiuto ad una scuola per bambini e ragazzi handicappati medio-gravi di Nazareth - con la consegna di c.d. ausili - e siamo stati vicini anche ai bambini e ai ragazzi bedou dei c.d. Territori Occupati.
L'Holy Family Centre for special education, dell'Opera Don Guanella  di Como, si trova a
Nazareth, costituisce  la presenza dell'esigua minoranza cristiana in un territorio nel quale convivono ebrei, musulmani, arabi, palestinesi, drusi e l'esigua minoranza cristiana ed è una scuola retta da oltre venti anni da due religiosi cattolici lombardi.
    La struttura ospita circa 200 bambini e ragazzi di età compresa tra i pochi mesi ed i 21 anni con ritardi medio-gravi nello sviluppo ed affetti da patologie che includono ritardo mentale, cerebrolesioni, Down sindrome, disordini metabolici e altre rare sindromi.
    I programmi dell'Holy Family comprendono attività educative e terapie riabilitative rispondenti alle necessità di ogni singolo bambino o ragazzo con interventi psicoeducativi finalizzati sia a promuovere la persona umana secondo le potenzialità di ciascuno per poter raggiungere una maggior autonomia e una autentica gioia di vivere che a potenziare le attività cognitive, migliorare le relazioni e le comunicazioni e poter così favorire l'integrazione dei bambini e dei ragazzi nella realtà familiare, scolastica e sociale.

 Image

LE NOSTRE DUE AREE DI INTERVENTO

1. La prima parte del progetto: l'aiuto ai ragazzi con ritardi medio gravi ospitati presso l'Holy Family di Nazareth
Abbiamo acquistato in Italia e consegnato a Nazareth alcuni strumenti - chiamati Brainfingers Cyberlink, letteralmente dita-del-cervello - che permette di utilizzare il computer facendo a meno di tastiera e di mouse, e cioè di utilizzare il computer senza alcun movimento delle dita di una mano.
Adatto, quindi, a persone disabili e che soffrono di gravi o gravissime limitazioni     motorie.
Per poter usare Cyberlink è sufficiente indossare sul capo una semplice fascia sulla quale sono collocati dei sensori che rilevano il movimento dei muscoli facciali, i movimenti degli occhi o l'attività cerebrale.
Così, ad esempio, con un piccolo e semplice movimento del sopracciglio o della mandibola chi indossa Cyberlink può scrivere e-mail o sms oppure telefonare.
Con questo sistema, per le persone alle quali la disabilità impedisce di esprimersi parlando, si "apre tutto un mondo nuovo" perché esse possono trovare nuove vie, prima precluse, per comunicare con chi vive accanto a loro così come entrare in contatto con il mondo esterno, recuperando il contatto con amici e familiari.
Cyberlink, fabbricato da una ditta statunitense, è ancora poco conosciuto in Italia, ma è utilizzato da diversi anni, con più che positivi risultati, da Sim-patia che è stato il consulente del nostro Club Como Baradello per questo progetto.
Questa parte di progetto è stata realizzata in collaborazione con il Rotary Club Nazareth.
E' stato grazie al Direttore valtellinese di Holy Family - Fratel Carlo - che siamo entrati in contatto con il club locale rotariano di Nazareth.

Image


La proficua collaborazione con tale Club - che conta oggi 43 soci, cristiani e musulmani - gli splendidi rapporti personali che subito si sono instaurati con il past Presidente Yusef Srouji sono stati determinanti per la realizzazione del nostro progetto.
Del Club di Nazareth, Yusef ne rappresenta l'anima: è stato Presidente e poi Governatore del Distretto di Israele che conta circa 60 Club; ama l'Italia, ha studiato alla scuola italiana di Nazareth e lì ha conosciuto sua moglie con la quale è sposato da oltre cinquant'anni.
E' un arabo cristiano la cui famiglia, di origine siriana, è emigrata in Israele nel 1700.
Il contributo del Distretto 2040, della Rotary Foundation e del Rotary Club Nazareth
Se abbiamo portato a Nazareth gli ausili - che ci eravamo promessi di donare all'Holy Family - in misura rilevante e tale da incidere in maniera significativa a favore dei ragazzi affetti da handicap lo dobbiamo al fatto che abbiamo avuto aiuto concreto e rilevante da parte del Distretto 2040, della Fondazione Rotary Foundation e del Club Rotary Club di Nazareth.
Il nostro Club ha presentato, con l'aiuto e la collaborazione determinante del Past Governor Cesare Cardani, una richiesta di finanziamento seguendo le norme procedurali del R.I., spiegando diffusamente i termini e gli scopi del progetto che intendevamo attuare.
E' la risposta è stata eccezionalmente importante non solo in termini di riconoscimento della validità del nostro progetto ma anche, e significativamente, sul piano finanziario.
Questi i dati economici:
- il nostro Club Rotary Baradello si è impegnato a versare 9.000,00 dollari;
- il Distretto 2040, a fronte di tale nostro versamento, ha contribuito con 4.569,00 dollari;
- la Rotary Foundation ha versato, a propria volta, l'importo di 10.569,00 dollari;
- il Rotary Club Nazareth, partner in loco, ha fatto avere la somma di 1.000,00 dollari;
per un totale complessivo di 24.138,00 dollari.
Ciò vuol dire che a fronte di un versamento da parte del nostro Club di 9.000,00 dollari, abbiamo acquistato ausili, che abbiamo consegnato all'Holy Family di Nazareth, per 24.138,00 dollari.

2. La seconda parte del progetto: l'aiuto alle comunità palestinesi
Il progetto ha anche compreso - in piena aderenza allo spirito rotariano volto a favorire la comprensione e la pace tra i popoli - l'avvicinamento del Club ed il nostro aiuto agli arabi, palestinesi e non israeliani, presenti nei c.d. Territori Occupati.
Il nostro impegno è a favore delle comunità Jahalin - di cui si allega una scheda - ed abbiamo scelto di dare il nostro contributo economico per la realizzazione di tre asili nelle comunità e negli accampamenti beduini Jahalin, nell'area compresa tra Gerusalemme e Gerico.
Noi tutti sappiamo quanto importante sia l'accesso all'istruzione, all'educazione ed allo studio ed i bambini bedou sono tra coloro che hanno gravi ed oggettive difficoltà per frequentare asili e scuole e per seguire le lezioni: da ciò derivano bassi livelli di rendimento scolastico, assenteismo e l'abbandono scolare di cui prime vittime sono le bambine.
Gli asili sono in tre comunità: Anata e
Khan Al Ahmar, ove i bambini studiano in una tenda su una delle quali grava un ordine di demolizione, e Abu Nawar, ove si devono rendere agibili una barracca già esistente o una tenda spaziosa ma che è allo stato, non realisticamente utilizzabile come asilo.
Questa parte di progetto è stata finanziata con i fondi raccolti direttamente dal nostro Club.

Una delle caratteristiche principali del nostro progetto Israele/Palestina è stata questa: siamo andati a portare, personalmente e materialmente, il nostro concreto aiuto a chi ne ha geneficiato, senza intermediari e senza costi aggiuntivi: tutto ciò che è stato raccolto e portato direttamente a Nazareth e nei Territori Occupati.
Il fatto che abbiamo operato a favore di bambini e ragazzi arabi, musulmani, ebrei, cristiani, israeliani, palestinesi, al di sopra di ogni interesse politico, etnico, religioso, è stato il nostro miglior biglietto da visita ed il nostro, seppur modesto, contributo a  favore della comprensione e della pace tra i popoli.

Allegati:
1. L'Holy Family di Nazareth dell'Opera Don Guanella di Como
2. Il sistema Cyberlink di Braifingers
3. La comunità beduina Jahalin

1.    L'Holy Family di Nazareth dell'Opera Don Guanella di Como
Nel 1902, sessantenne, Don Guanella ha partecipato al primo pellegrinaggio italiano in Terra Santa e ne ha trattoi impressioni forti che lo guideranno nelle scelte future, tanto che si è mosso subito per aprire una casa nella terra di Gesù: amate voi la Terra Santa? Orbene, se l'amate cominciate dall'essere tanto fervorosi da ottenere, se non per noi, per quelli che verranno dopo di noi, l'adempimento del voto del nostro cuore.
Passeranno molti anni, però prima che il desiderio di Don Granella espresso ai suoi figli si potesse realizzare.
Nel 1964, durante la sua visita in Terra Santa, anche Paolo VI ha raccomandato ai Padri Francescani, che per secoli hanno custodito i monumenti della cristianità, le "pietre vive" della Chiesa, le persone bisognose ed emarginate come i disabili.
I Padri francescani si sono rivolti all'Opera Don Guanella per realizzare il desiderio del Papa ed il primo servo della Carità, Don Ugo Sansi, è arrivato in Terra Santa nel 1974 ed ha  individuato,  a Nazareth, in un ex convento della Clarisse, abbandonato da anni, il luogo migliore per creare un'opera in favore degli handicappati in Galilea.
Nel 1975, all'Holy Family, vengono accolti i primi quattro ragazzi disabili mentali ma da quel giorno, e in breve tempo, il numero dei ragazzi ospitati aumenta, nel 1984 si accolgono i primi bambini con disabilità motoria medio grave e quando gli spazi del convento diventano insufficienti si inaugurano nuovi padiglioni, laboratori, palestra e salone polivalente, ci si avvale della collaborazione di personale locale competente e specializzato: insegnanti, aiutoinsegnati, fisioterapisti, logopedisti, psicomotricisti, ergoterapisti, docenti sportivi, musicoterapisti, idroterapisti, infermiere, assistenti sociali, psicologi. pediatri, neurologi ed ortopedici.Image
E' così completamente realizzato il desiderio espresso da Don Guanella.
L'opera Don Guanella si ricorda, è diffusa nel Mondo e, oltre che in Italia, è presente in Europa - Svizzera e Spagna - nel Medio Oriente e in Asia - Israele, India e Filippine - in America - Stati Uniti, Messico, Colombia, Guatemala, Brasile, Argentina, Paraguay e Cile - in Africa - Ghana, Nigeria e Congo.

2. Il sistema Cyberlink di Braifingers
Il sistema Cyberlink di Brainfingers si aziona tramite l'uso combinato di corpo e cervello: usa cioè una tecnologia di controllo dei movimenti oculari, dei muscoli del viso e le onde bio-potenziali del cervello.
I segnali cerebrali dell'utente sono rilevati direttamente dalla fronte - parte del corpo accessibile e non invasiva per misurare ricche varietà di segnali bio-potenziali - da tre sensori posti in una fascia elastica antisudore e sono inviati ad un'interfaccia che contiene un bio-amplificatore e un processore di segnale per generare gli input (segnali) da inviare al computer, affinchè vengano utilizzati per una serie di diverse applicazioni.
L'interfaccia comunica con il personal computer attraverso un cavo USB.
I segnali provenienti dalla fronte sono amplificati, digitalizzati e tradotti da un algoritmo di decodifica brevettato in più segnali di comando creando un intuitivo, ma facilmente utilizzabile, sistema di controllo a mani libere.
Tramite l'interfaccia si possono rilevare tre diversi tipi (o canali) di segnali di controllo.
Il segnale EOG.
La frequenza più bassa del canale si chiama Elettro Oculo Grafico o segnale EOG.
Questa è una regione di frequenza bio-potenziale proveniente dalla fronte che corrisponde prevalentemente ai movimenti oculari.
Il segnale EOG è tipicamente utilizzato per rilevare il movimento degli occhi a destra e/o a sinistra e può essere associato al cursore del mouse per "muoversi" a destra o sinistra o per azionare un interruttore (on/off).
Il segnale di controllo EEG.
Il secondo tipo di segnale di controllo è chiamato segnale Elettro Encefalo Grafico o segnale EEG.
Il software suddivide ulteriormente questa regione in una frequenza composta da dieci
bande, chiamati Brainfingers, letteralmente dita del cervello e queste frequenze corrispondono all'attività mentale interna e al movimento muscolare facciale.
Una vasta gamma di muscoli facciali influisce su queste bande di frequenza.
Gli utenti in genere imparano ad usare Cyberlink prima attraverso lievi distensioni dei muscoli facciali del sopracciglio o della mandibola, e poi col movimento degli occhi.
Dopo un po' di esperienza con il sistema Cyberlink, molti utenti cominciano a sperimentare più efficaci metodi di controllo piu' "cerebrali".
Dal momento che questa regione di frequenze è sensibile sia all'attività mentale sia a quella muscolare, essa viene chiamata BrainBody, ossia mente e corpo.
Il controllo è di tipo continuo o analogico e viene utilizzato in genere per gestire il movimento verticale o orizzontale del cursore; per esempio: un Brainfinger può essere utilizzato per controllare il movimento verticale, mentre un secondo Brainfinger (o un altro canale) può essere utilizzato per controllare il movimento orizzontale.
Il segnale di controllo EMG
Il terzo canale è chiamato o EMG segnale Elettro Mi Grafico e corrisponde principalmente all'attività muscolare del viso.
E' tipicamente utilizzato nel Cyberlink per un controllo discreto (on/off) di comandi, per i comandi da tastiera, per le funzioni dei pulsanti del mouse (pulsante destro, pulsante sinistro).
In uno studio effettuato su Cyberlink condotto dalla United States Air Force, Ohio, i tempi di reazione per stimoli visivi sono risultati essere il 15% più veloci con il tasto EMG di Cyberlink rispetto a un pulsante manuale.
Specifici movimenti, oculari e facciali, possono essere riconosciuti dal software Cyberlink e mappati separatamente per gestire il mouse, la tastiera e le funzioni generiche di un programma di terze parti.
Le capacità di controllo, discreto o continuo, di Cyberlink possono essere usati per controllare programmi esterni.
La funzione di "mouse senza mani" permette all'utente di dirigere il cursore, cambiare la sua velocità, eseguire il click dei tasti sinistro/destro del mouse, simulare la pressione dei caratteri su una tastiera ecc.
Configurando adeguatamente il software di Cyberlink si possono non solo gestire specifici giochi e applicazioni Brainfingers, ma anche altri software, inclusi famosi giochi interattivi, diffusi programmi di videoscrittura, fogli elettronici, e specifici software per disabili.
Cyberlink può essere usato a mani libere per il controllo ambientale, ad esempio per accendere e spegnere una luce elettrica, o un dispositivo di comunicazione.
Per gli individui con un controllo limitato dei loro muscoli facciali, il software Brainfingers può essere impostato per l'uso di EOG o EEG (al posto di EMG) per gestire eventuali interruttori o i click del mouse.
Cyberlink e' un sistema intuitivo, diretto, facile da imparare, utilizzabile a mani libere: rappresenta una realizzazione tecnologica all'avanguardia nelle interfacce uomo-macchina e rende possibile nuovi metodi di controllo per potenziare l'uso del computer da parte di persone
disabili e di tutti gli utenti della tecnologia di domani.

3.    La comunità beduina Jahalin
La comunità beduina Jahalin è una comunità semi nomade che originariamente occupava  i territori del distretto di Tal Arad, nella  regione del Naqab - 30 chilometri ad ovest del Mar Morto e 50 a sud di Hebron - la cui presenza è nota fin dalla prima metà del XIX secolo e che era dedita all'agricoltura ed alla pastorizia; con una economia, sostanzialmente, di autoconsumo.
Tra il 1948 e il 1950, appena sorto lo Stato di Israele, gli Jahalin sono stati subito espulsi, con un intervento militare, dai terreni nei quali, da secoli, vivevano e sono stati costretti a rifugiarsi attorno alle città di Betlemme e di Hebron; lì sono stati iscritti nei registri dei rifugiati dell'UNRWA.
Nel 1953 sono stati costretti a spostare i loro accampamenti a sud est, nella Valle del Giordano, ed a stabilirsi tra Gerusalemme est e Gerico poiché in questi territori, in quegli anni, era loro consentito praticare la transumanza delle greggi e spostarsi liberamente tra le due sponde del Giordano.
Ma questi diritti sono stati bruscamente negati loro dopo che l'esercito israeliano, nel 1967, ha occupato la West Bank così che, di fatto, gli Jahalin sono stati le prime vittime delle operazioni militari: i loro accampamenti nell'area a sud di Gerusalemme est sono stati distrutti e la maggioranza dei pascoli è stata rapidamente cintata e requisita.
In quell'anno tutti i terreni circostanti nei quali si trovavano le sorgenti e le fonti d'acqua sono stati dichiarati "Riserva naturale" e chiusi alla pastorizia, attuando così la massiccia opera di colonizzazione che avrebbe sconvolto l'assetto territoriale dell'area: i nomadi erano sollecitati con ogni mezzo a mutare il loro tradizionale modo di vivere e la pratica delle pastorizia.
Frequenti sono state in quegli anni le incursioni militari, soprattutto nell'area di Nabi Musa e Khan al Akhmar, le confische degli animali e l'arresto dei capifamiglia.
E' così che si sono verificati, ed è stato un risultato purtroppo fisiologico, la progressiva ed inarrestabile marginalizzazione e l'impoverimento delle comunità beduine.
A partire dal 1975 la situazione si è ancor più aggravata: è iniziata la costruzione dell'insediamento di Maale Adumim - che oggi conta 30 mila abitanti - per la cui realizzazione sono state, per esigenze idriche, requisite e sottratte ai Jahalin ben otto tra le più ricche sorgenti del territorio.
Questa colonia si estende ora in direzione ovest-est e divide la West Bank nel territorio di Gerico, costituendo uno dei principali ostacoli alla continuità territoriale del futuro stato palestinese.
In quegli anni gli Jahalin sono stati via via allontanati dall'area nella quale per molti anni avevano vissuto ed è stato loro intimato dalle autorità israeliane di assimilarsi alle popolazioni dei villaggi vicini o di trasferirsi in altre aree indicate dal governo stesso; aree però che si trovavano in pieno deserto, che erano isolate ed assolutamente inadatte alla pastorizia.
Oggi gli accampamenti Jahalin si trovano solo sui c.d. "spazi residuali", aree di confine strette tra l'avanzata del muro, gli insediamenti israeliani, le infrastrutture militari israeliane e l'impetuoso e disordinato sviluppo urbanistico che caratterizza l'area.  Sono terreni scadenti e degradati, ove spesso si trovavano e si trovano le discariche a cielo aperto dei villaggi palestinesi e delle colonie, situati nella cintura di Gerusalemme est.
Le tende beduine sono state, per necessità e non certo per libera scelta, sostituite da baracche realizzate con materiale riciclato, baracche del tutto simili a quelle che si trovano nelle bidonville delle più degradate periferie metropolitane asiatiche ed africane.
Nessuno degli insediamenti Jahalin - ciascuno dei quali ospita dalle 100 alle 500 persone ed è situato parallelamente al nuovo asse viario Gerusalemme-Gerico ed è posto su terreni lontani dalle infrastrutture e servizi e, soprattutto, dalle sorgenti - ha alcun servizio di base: gli indici sanitari e sociali risultano addirittura sensibilmente più bassi della già allarmante media palestinese.
Ciò ha comportato che le comunità Jahalin, alcune delle quali accampate in pieno deserto, hanno perso la possibilità di accedere ai pascoli e sono addirittura costrette ad acquistare l'acqua dalle autobotti, perdendo quasi completamente le loro greggi, un tempo numerose e floride.
Da qui il passo è stato breve: la comunità Jahalin è stata costretta a ricorrere agli aiuti alimentari internazionali; aiuti che, oggi, giungono principalmente da UNRWA e vengono gestiti attraverso le associazioni locali.
Gli organismi internazionali per la difesa dei diritti umani hanno ripetutamente denunciato i soprusi e le violazioni per le quali i Jahalin sono stati, negli anni, vittime, patrocinando i loro diritti a livello legale.
I risultati ottenuti non sono stati, però, di rilievo.
Particolarmente gravi e dalle conseguenze incalcolabili sono le condizioni nelle quali si trovano i bambini, soprattutto se si guardano le condizioni igienico-sanitarie e l'impossibilità, di fatto, di poter frequentare un asilo o una scuola.
Nella zona C - ove si trovano gli accampamenti Jahalin - è vietato costruire scuole e quindi i bambini sono costretti a frequentare le scuole dell'UNRWA, a Gerico, che distano circa 20 Km dagli accampamenti.
E ciò è grave se si considera non tanto la distanza, peraltro ragguardevole, quanto il fatto che non esiste alcun trasporto pubblico che colleghi accampamenti e scuola di Gerico.
Negli scorsi anni alcuni bambini sono stati investiti sulla Statale 1 - arteria israeliana di scorrimento veloce - proprio nel momento in cui tentavano di arrivare a scuola; negli ultimi mesi ne sono già morti 4.
Elevata è l'incidenza delle affezioni intestinali e respiratorie, della presenza di parassiti ed alta è la malnutrizione, sensibilmente più elevata che nel resto della popolazione infantile palestinese, compresa quella dei campi profughi; queste patologie non possono essere curate per l'assenza anche delle più elementari strutture sanitarie nei territori.
E queste strutture sono tra le necessità primarie, come l'acqua, la possibilità di disporre dell'energia elettrica, il poter accedere all'educazione e all'istruzione, sono un diritto naturale prima ancora che un diritto civile, dal quale ogni essere umano non può essere privato.
Roberto Dotti

 
< Prec.   Pros. >
 
© Rotary Club Como Baradello | Realizzazione sito by Shift Srl - Como

Organizzazioni rotariane giovanili

Rotaract Como

Segreteria

Rossella Tondu'
Telefono 031 264656
E-mail: segreteria@rotarycomobaradello.it

Riunioni del Club

Tutti i mercoledì non festivi
alle ore 12:30

Ristorante Raimondi
Hotel Villa Flori
Via per Cernobbio
22100 Como
Tel. 031 265048

Nel caso di riunione effettuata
in giorno o ora diversi,
l'accoglienza ad eventuali ospiti
è garantita dalla presenza
di un socio, delegato dal Consiglio.




Prossimi Eventi

23-05-2012 20:00 - 22:30
Incontro con i giovani del gruppo GSE
30-05-2012 00:00 - 12:00
RIUNIONE SOSPESA