"Un fiume di bene" - Sui sentieri di Giannino Brenna
21 Giu 2017

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CONVIVIALE DEL 21 GIUGNO 2017


Gianluca Brenna e Marilena Lualdi presentano il libro che ricorda l'imprenditore scomparso lo scorso anno


Nell'immagine: Gin Angri, Marilena Lualdi, Angela Corengia, Gianluca Brenna e Fulvia Bianchi Longo


C’è più di un motivo che lega Gianluca Brenna al Rotary Baradello: entrò come socio nel 2002, anche se poi fu costretto a rinunciare per impegni di lavoro e la famiglia ha destinato il ricavato del libro che oggi presenta all’Associazione Oltre il Giardino Onlus, di cui Angela Corengia (che venne ammessa al club lo stesso suo giorno) è tesoriere. Così esordisce Gianluca, che ritroviamo con grande piacere e che sicuramente incarna i valori rotariani.

Il libro è dedicato alla memoria del padre Giannino - scomparso lo scorso anno - e prese lo spunto da una lettera che Giacomo Castiglioni fece pervenire alla famiglia subito dopo i Funerali: Castiglioni li invitava a “non disperdere l’eredità di Giannino”.

Così nacque l’idea del libro “Un fiume di bene – Sui sentieri di Giannino Brenna”, un ritratto che costituisce esempio da imitare, soprattutto per i giovani. Giannino non era un santo, però metteva al centro del suo essere i valori dell’amicizia, della solidarietà, dell’impegno sociale, senza clamore e soprattutto senza dimenticare i suoi doveri di imprenditore, di marito e di padre. Grazie all’aiuto della giornalista Marilena Lualdi, sono state raccolte le testimonianze poi pubblicate nel bel volume rilegato con la sua amata seta; è stato scelto il tono di blu del maglione che indossava durante la malattia, perché amava i colori brillanti.

Il titolo evoca i “sentieri” della sua grande passione, la montagna, il diversivo domenicale cui non rinunciava. Ma anche altri: il lavoro, la scuola, lo sport, la famiglia e una particolare sensibilità verso le persone fragili o in difficoltà, che lo spingeva ad aiutare in silenzio, anche di nascosto dai familiari. Ecco il motivo di destinare a Oltre il Giardino il ricavato delle donazioni che si raccoglieranno con il libro: era molto vicino ai ricoverati del Manicomio San Martino, con i quali passava dei pomeriggi a giocare a carte nel bar di Via Briantea, perdendo sempre.. con generosità. Oltre il Giardino ha la sua sede proprio a San Martino e si occupa di disagio mentale.

La parola poi a Marilena Lualdi, la giornalista che ha curato la stesura dei testi, testimonianze raccolte tra tutti coloro che hanno avuto a che fare con lui e in tutti i campi in cui operava.

Descrive l’”incontro” con Giannino emozionante: era spalancato sul mondo, il termine usato dalla popolazione Hawaiana OHANA, che apre il libro e significa famiglia, gli si adattava, perché nessuno doveva essere abbandonato. La sua era una grande famiglia, non solo quella di sangue o aziendale: vi entravano tutti quelli che avevano bisogno e ne facevano parte, non venivano “lasciati indietro”. Aiuti anche importanti che voleva fossero riservati, perché diceva che “non si è mai felici da soli”. Tra i tanti, la campagna per salvare il Setificio: riuscì a fare convergere i più importanti imprenditori del tessile comasco sul progetto, creando una vera e propria cordata di solidarietà che riportò in auge la suola, cui era molto legato.

Amava il mondo dei giovani ed era un appassionato sportivo, tifoso del grande Torino (con le trasferte per le partite con gli amici di sempre) ma anche di altri sport minori: piccole società dovevano a lui la sopravvivenza. Il libro vuole essere un ritratto “contagioso”.

L’incontro della famiglia Brenna con gli associati di Oltre il Giardino, a San Martino, è stato per tutti un’esperienza emozionante, come ricorda Gin Angri, socio fondatore dell’associazione e direttore responsabile della rivista periodica, oggi regalata ai soci del club, che si apre con articoli appunto dedicati a Giannino. Il contributo dei Brenna è importante economicamente, per la piccola associazione, ma soprattutto è il legame affettivo che si è creato con loro: OHANA è anche Oltre il Giardino, con una sedia ideale, sempre, per Giannino, vicino così alle anime di chi tristemente sono passate dal San Martino e che lui amava. E porte aperte, a San Martino, per tutti coloro che il mercoledì pomeriggio vogliono partecipare agli incontri degli associati, volontari, Utenti del Dipartimento di Salute mentale e amici che vi transitano, per “vivere” la redazione della rivista, curata nella stampa per contrastare la tristezza dei luoghi. I fondi raccolti dalla famiglia Brenna verranno utilizzati per il progetto “Riportiamoli a casa”, una campagna per sensibilizzare l’Amministrazione a riportare a Como gli Archivi del Manicomio, oltre 42.000 cartelle cliniche che sono uno spaccato anche sociale della malattia mentale. L’occasione, per Angri, è anche quella di ringraziare il club per il supporto all’altro progetto dell’associazione, il “Giardino sulle Mura”, che finalmente ha ottenuto l’approvazione della Giunta comunale.

Pomentale rievoca aneddoti legati alla generosità di Giannino ma soprattutto lo rivede con la “sua” pelliccia, un vezzo ironico anche nei confronti di se stesso e Daniele ricorda la campagna lanciata da Brenna “Adotta un libro”, per salvare la biblioteca del Setificio.

Angela Corengia

 

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