| A TRENTO ALLA MOSTRA “L’AVVENTURA DEL VETRO” |
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30 ottobre 2010
Annullata a causa della neve la gita a Cortina, un gruppo di soci e familiari (quattordici) si ritrova a Trento al Castello del Buonconsiglio, nella tarda mattinata di sabato 30 ottobre. Per la visita alla mostra “L’avventura del vetro, dal Rinascimento al Novecento tra Venezia e mondi lontani”. Con una guida d’eccezione, il nostro Augusto Panini, copromotore della mostra, coautore del ricco catalogo (di cui ci ha fatto generoso omaggio) ed espositore della sua preziosa collezione di collane di perle di vetro. Prendendo avvio dalla visione del relitto di una nave veneziana affondata al largo della Dalmazia alla fine del Cinquecento e del suo carico stupefacente di vetri recentemente recuperato, viene mostrata la lunga storia del vetro, la materia, i luoghi, gli artefici (genio e fatica), le forme, le scoperte, attraverso preziosi pezzi provenienti dai musei veneziani e dalle più grandi collezioni europee. Nello splendido contesto delle sale dell’imponente castello, da secoli teatro di eventi fausti e infausti. Ma ancor più della magia della mostra, ci incanta la descrizione che ne fa l’Augusto: la passione e l’entusiasmo che la pervadono e che cerca di trasmettere a chi l’ascolta. E la competenza, naturalmente. L’iniziale suo interessamento e la curiosità per le “perline” trovate e raccolte ormai molti anni fa viaggiando nell’Africa occidentale e subsahariana, a commerciare i suoi “stracci” colorati, diventa, nell’ultima quindicina d’anni, un serio impegno, certo affascinante, di studio e di ricerca: non solo della tecnica, la datazione, la provenienza del “prodotto”, ma della storia, le civiltà, le religioni, le culture dei popoli e dei paesi di consumo, di transito, di produzione. Stregato dalle perle d’Africa. Di più: spe dizioni, viaggi e letture fanno di Indiana Augusto un appassionato conoscitore di ogni aspetto dell’“avventura del vetro”. Dopo la mostra e il pranzo, e prima del ritorno, c’è tempo per una tranquilla passeggiata nel centro storico della bella Trento, in un tiepido pomeriggio d’autunno. Prima del diluvio dei giorni seguenti. Camillo Vittani
Alla fine di ottobre del 1583, nelle acque prospicienti l’isola di Morter in Croazia, un mercantile battente bandiera della Serenissima, naufragò contro lo scoglio di Gnalic’. Gagiana era il nome del mercantile veneziano il cui relitto è stato scoperto negli anni sessanta da subacquei belgi che, dopo averlo depredato, furono arrestati e “spontaneamente” indicarono il luogo del ritrovamento. Il carico rimasto era comunque cospicuo e gli scavi condotti negli anni successivi hanno riportato alla luce un campionario impressionante di merci tra cui quasi tutte le tipologie di vetri prodotti a Murano ed esportate in Medio Oriente ed Africa. Migliaia di bottiglie, calici, tazze e vasi di uso comune ma anche preziosi e raffinati oltre a due casse di perle di vetro, il tutto destinato probabilmente a qualche esigente cliente di Costantinopoli o Alessandria d’Egitto. La notizia di questo ritrovamento era nota, ma tutto il materiale giaceva sepolto in un piccolo museo di Biograd. Inutilmente ho cercato, durante la stesura del mio libro sulle perle mediorientali, di poter visionare almeno i vetri rinvenuti. Solo grazie all’intervento del direttore del Museo del Buonconsiglio di Trento sono riuscito a vedere e studiare i reperti vitrei e siamo anche riusciti ad avere il materiale in prestito in modo da poter allestire una mostra sul vetro veneziano dal Rinascimento al Novecento partendo dai reperti del galeone affondato
La presenza di alcune perle di Murano in un mercantile partito da Venezia e diretto in Levante è la prova inconfutabile che la Serenissima commerciava e diffondeva i propri prodotti in Africa ben prima dell’inizio dei commerci transoceanici e della tratta degli schiavi, in ambito mediterraneo e con proprie navi, privilegiata dai contratti commerciali che la Serenissima aveva siglato con Costantinopoli, ed i califfati di Alessandria d’Egitto, Tripoli e Tlemcen. Non sarà stata una grande scoperta, ma sicuramente da dopo la pubblicazione del nostro saggio bisognerà riconsiderare tutto ciò che finora è stato scritto in proposito. Partendo da questo piccolo “scoop” abbiamo raccolto materiale proveniente da diverse collezioni private ed importanti musei europei ed americani e in dodici sale, allestite nell’affascinante cornice del medioevale Castello del Buonconsiglio, abbiamo esposto tutto ciò che Murano ha prodotto negli ultimi cinquecento anni. Perle di vetro, vasi, bicchieri, piatti capolavori d’arte dei mastri vetrai muranesi che nel corso degli ultimi sette secoli hanno riscoperto antiche tecniche di lavorazione del vetro messe a punto dai Fenici, dai Romani e dai Fatimidi, ma anche inventato “l’avventurina”, “la filigrana”, “la canna a rosetta” e il lattimo, applicati a capolavori che hanno accompagnato la storia, dalle corti rinascimentali al Art Decò, dai laboratori di farmacisti ed alchimisti medioevali ai mercati coloniali.
Augusto Panini
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