| Il Questore di Como |
| 11 Giu 2025 | |||
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RIUNIONE DELL’11 GIUGNO 2025 Sicurezza e legalità sul territorio nella relazione del dottor Marco Calì
Nell'immagine: Il Questore Marco Calì, Daniele Roncoroni e Nini Binda
Prima della conviviale, il presidente conferisce a Palmino Binda una PHF, con la motivazione riportata in apertura. Luca Pellegatta saluta poi Noah Ibrahim, che ha chiuso il periodo di scambio in Italia e torna in Canada, e presenta Francesca Minotti, che trascorrerà il prossimo anno in Florida. Entrambi i ragazzi ringraziano per l’opportunità offerta dal Club. La parola passa al Questore, dottor Marco Calì. Ex investigatore, con la Squadra Mobile è stato a lungo sul campo a contatto con il crimine; dalla sua nomina a Como, facendone tesoro, ha cercato di ascoltare la Città per essere consapevole dei problemi. Affronta il tema della sicurezza, diventato un diritto fondamentale: la nostra Città è più sicura rispetto a trent’anni fa (negli anni 70-80 erano numericamente maggiori i fatti aggressivi), ma i Cittadini non lo percepiscono, le aspettative sono elevate. Il Questore ha avuto una modifica delle sue funzioni: sino al 1981 era alle dipendenze del Prefetto, autorità primaria che coordinava gli indirizzi d’azione. Ora ha una sua autonomia tecnico-operativa, per rendere le Forze dell’Ordine più performanti; a Como c’è una squadra che lavora di alto livello - a partire dal Prefetto - e una perfetta sintonia tra le FFOO, che sono estremamente preparate, con ricadute positive. Considera la sicurezza un “organismo vivente” influenzato da fattori esterni: il Covid, per esempio, che ha mutato i comportamenti dei giovani, o le migrazioni, che incidono molto sul senso di insicurezza avvertito dai cittadini. Gli strumenti di cui dispone il Questore sono sempre maggiori (codice rosso, misure di prevenzione): queste ultime sono efficaci, perché con i provvedimenti amministrativi sono veloci da realizzare. Hanno un doppio scopo, spesso risolvono ma sono comunque un deterrente. Le espulsioni sono un provvedimento che presuppone il riaccoglimento del cittadino con accordi bilaterali (politici): quelle effettive sono aumentate (115 lo scorso anno) ma tempi e impegno sono notevoli. Circa 70 irregolari sono stati mandati ai CPR, in genere quelli ritenuti più critici. I social diffondono spesso notizie allarmanti, non dobbiamo dar retta a chi informa male: i servizi di Polizia ci sono e funzionano, anche se non è possibile garantire l’assenza di reati; proprio dai social però si prendono spesso informazioni utili alle indagini, anche attraverso fatti insignificanti. Le risposte ai bisogni ci sono, anche con un monitoraggio costante delle zone critiche, per esempio dove si radunano i ragazzi; sono aumentati il sequestro di coltelli e le misure di prevenzione, ma spesso è utile il dialogo per governare situazioni difficili e far sentire ai giovani la vicinanza delle FFOO. Numerosi gli interventi dei soci. Brenna si congratula per la gestione della stagione calcistica che, a parte disagi sulla viabilità, non ha creato rischi di ordine pubblico: frutto di un lavoro preventivo, chiarisce Calì, che è durato più di un anno. A Fulvia Bianchi, che cita le Forze di Polizia non sempre “democratiche”, il Questore risponde escludendo categoricamente questa considerazione: ci sono stati effettivamente episodi sporadici ma si è ripartiti dagli errori. Conferma Corengia: le Forze di Polizia si sono molto avvicinate ai cittadini, invitano gli stessi a fare segnalazioni anche dubbiose, sono disponibili a informare (soprattutto gli anziani sulle truffe) e hanno un approccio collaborativo e dialogante che infonde sicurezza. A Baj, che per contro vede le FFOO sulla difensiva, Calì chiarisce che la chiusura dello stadio 24 ore prima della partita è necessaria per la messa in sicurezza di tutto l’evento. I risultati sono soddisfacenti, tanto che sono state ridotte al massimo le misure compensative. Ringraziamo il Questore e con lui tutti coloro che operano per garantirci maggiore sicurezza, nella consapevolezza che non sia possibile, come lui stesso ha affermato, abolire i fatti criminosi. Angela Corengia
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