Riflessioni sull'effettivo
19 Feb 2025

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Riunione del 19 febbraio 2025


Enzo Pomentale analizza le criticità dell'effettivo nel Rotary


Nell'immagine: Daniele Roncoroni, Fabrizio Musa ed Enzo Pomentale



Un tema da sempre caro a Pomentale, quello dell’effettivo, su cui più volte è tornato per condividere con i soci le sue riflessioni. Ora più che mai, in occasione dei 120 anni di fondazione, il Rotary, da centenario, deve affrontare la vecchiaia dolcemente o una trasformazione, cosa che, secondo Enzo, non lo porterà più ad essere “Rotary”.

Lo spirito continua ad essere l’amicizia, facendo del bene al territorio e a livello internazionale. Quando nacque il Rotary era un programma innovativo ed unico, ma ora ci sono migliaia di associazioni benefiche nel mondo e noi siamo una delle tante. Il dilemma, quindi, è: puntare sulla qualità delle idee o sulla quantità dei soci? In realtà è sempre stato questo il cavallo di battaglia di Enzo, che continua a sostenere che il numero dei soci è marginale, si deve valutare la qualità. Oggi siamo in 55, il massimo è stato raggiunto nel 2005 (66); 11 sono le donne e l’età media è alta (70 anni). Oltre alla qualità bisogna quindi puntare sui giovani, tenendo ben fermi i principi fondativi del Rotary.

In realtà la politica distrettuale va in tutt’altra direzione incentivando la “quantità”: introduce i club satelliti, più snelli e con pochi soci che dipendono da un club padrino o i club “virtuali”, che avevano un senso durante la pandemia ma ora continuano a programmare le riunioni conviviali con collegamenti on line. Poi, per tenere alto il numero dei Rotariani nel mondo, il RI ha deciso di annoverare tra i componenti anche i membri del Rotaract, a tutti gli effetti club rotariani. Per contro il Rotary non è più attrattivo, se non per la presenza di qualche “vip” che crea interesse.

Secondo Enzo si stanno svilendo tutti i principi rotariani, manca la valutazione della qualità di chi entra, che può accedere a questi club senza formalità particolari. Per contro i nuovi soci dovranno essere propositivi e apportare contributi veri, non solo sedersi a pranzare. E addirittura Enzo arriva a pensare che sia meglio lo zerista di elevata qualità rispetto a chi frequenta assiduamente ma non ha spessore. Il nuovo socio deve poi essere “accompagnato” dal presentatore, che se ne deve far carico almeno sino a che non si sarà ambientato.

Un altro tema è la scarsa visibilità esterna del Baradello, il sito c’è ed è aggiornato, sui social siamo su Facebook e Istagram, ma una maggiore presenza sui media è necessaria: sarebbe utile un socio che se ne possa occupare. E’ poi importante, per cementare l’amicizia anche con le famiglie, organizzare viaggi ed iniziative e mantenere i rapporti con gli altri club attraverso conviviali e progetti condivisi.

Conclude dichiarandosi ancora orgoglioso di essere rotariano: bisogna darsi da fare per migliorare.

Roncoroni ritiene ancora stimolanti gli incontri a tavola e ricorda il valore aggiunto del Rotary che è “International”: c’è un mondo fuori facilmente raggiungibile, ovunque ci si trovi c’è un club rotariano che ti fa sentire a casa.

Secondo Fulvia Bianchi siamo tutte persone di alto livello, chi entra senza esserlo si perde facilmente per la strada: su questo punto Pomentale non è d’accordo, la selezione va fatta prima.

Mondelli crede che il sito sia funzionante ma di vecchio stile e che per i social vadano ben identificati i contenuti. Stessa esigenza per le uscite sui media: non certo per informare delle conviviali ma per raccontare progetti e iniziative. Purtroppo, i ritmi sono spesso insostenibili per garantire le presenze (soprattutto a pranzo) e gli impegni lavorativi attraggono frequentemente fuori; non ha poi percepito grande interesse da parte di chi ha contattato per entrare nel club. Sicuramente si apriranno nuove opportunità in occasione del cinquantenario. Pensa che la funzione del Rotary sia quella di indicare le esigenze della Città e mettere insieme poi tutti coloro che sono disponibili ad affrontare i problemi.

Colombo ricorda il grande aiuto che ebbe dai “Senior”, cosa che non succede più; chi veniva accettato era onorato e ringraziava il club per averlo accolto, ora dobbiamo essere noi grati a chi entra.

Con un’interessante digressione di Cattaneo sui Magistri Commacini (con due m), in risposta a una precedente citazione di Pomentale, si chiude la conviviale.

Angela Corengia

 

 

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