| "Miti e leggende del lago di Como" |
| 29 Gen 2025 | |||
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RIUNIONE DEL 29 GENNAIO 2025 Il libro a fumetti di Alessandro Piccinelli e Claudio Villa
Nell'mmagine: Alessandro Piccinelli, Daniele Roncoroni, Claudio Villa, Cesare Baj e Massimiliano Mondelli Il tema della conviviale - la presentazione di un libro a fumetti - è introdotto da Cesare Baj, che ne rievoca la storia: già si hanno tracce nelle rappresentazioni greche o dei Maja, per poi esplodere nel ‘900 con filoni diversi. E’ uno strumento di narrazione visiva particolare, suscita la fantasia attraverso un’unica immagine che raggiunge la storia, così come il bianco e nero rimanda al colore. Il libro presentato oggi, “Miti e leggende del lago di Como”, ripropone un aspetto laterale della storia di Como, incentrata più sulle tradizioni orali e su fatti meno eclatanti. Autore della “sceneggiatura” è il giornalista Dario Campione, disegnatori due nomi tra l’altro della squadra Bonelli: Alessandro Piccinelli e Claudio Villa. E’ quest’ultimo ad esordire, ricordando di essersi avvicinato ai fumetti da piccolo e di aver frequentato il liceo artistico proprio per potervisi dedicare. La collaborazione con la Bonelli è arrivata all’apice con TEX. Alex Piccinelli ha invece frequentato il Setificio (disegno tessile), ma, da grande appassionato, ha seguito poi i corsi della scuola del Fumetto a Milano. Anche lui, dopo un passaggio al Corriere di Como, è in Bonelli con Zagor e Tex. Un libro tutto comasco anche per gli autori: Campione ha “distillato” le sei storie – dieci pagine per ciascuna - e i due disegnatori le hanno illustrate, 3 per ciascuno. Dietro c’è un grande lavoro di ricerca sui luoghi, i costumi, le battaglie, talvolta non conosciuti; si vuole creare curiosità per incentivare nei lettori la voglia di approfondire. Per i disegnatori, che si alternano nell’esposizione, più complicato avere una “gabbia” rigida, perché abituati alla vignetta libera dove possono sbizzarrirsi con molti dettagli. Conclude Cesare: il libro ha avuto un buon successo e avrà sicuramente un seguito. Anche perché costituisce un prodotto pubblicitario (per i luoghi ad esempio) che utilizza un grande strumento di comunicazione. Angela Corengia
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